Stipendio Netto per Apprendisti
L’apprendistato è uno dei contratti di lavoro più vantaggiosi per le aziende italiane, ma come funziona esattamente la busta paga dell’apprendista? Quanto guadagna netto un giovane che inizia con un contratto di apprendistato nel 2026? Queste sono domande frequenti tra i giovani lavoratori e le loro famiglie.
In questa guida completa spieghiamo come funziona la retribuzione degli apprendisti, quali sono le agevolazioni contributive per le aziende, e soprattutto quanto arriva effettivamente in tasca a un apprendista a seconda del settore e del livello.

I Tre Tipi di Apprendistato in Italia
Il contratto di apprendistato si divide in tre tipologie, regolate dal D.Lgs. 81/2015:
- Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale (I livello): per giovani tra i 15 e i 25 anni, volto all’acquisizione di una qualifica o diploma.
- Apprendistato professionalizzante (II livello): il più diffuso, per giovani tra i 18 e i 29 anni, finalizzato all’acquisizione di competenze professionali.
- Apprendistato di alta formazione e ricerca (III livello): per il conseguimento di titoli universitari, master o dottorati.
Il più comune è l’apprendistato professionalizzante, che esamineremo nel dettaglio.
Come Funziona la Retribuzione degli Apprendisti
La retribuzione dell’apprendista viene definita dal contratto collettivo nazionale di lavoro applicato dall’azienda. La maggior parte dei CCNL prevede che l’apprendista venga inquadrato a un livello inferiore rispetto a quello che raggiungerà al termine dell’apprendistato (di solito 2 livelli sotto) o che riceva una percentuale della retribuzione del livello di destinazione.
Il Sistema dei Livelli Sottoinquadramento
Esempio: se il lavoratore a fine apprendistato sarà un 3° livello del CCNL Commercio, durante il periodo di apprendistato potrà essere retribuito come un 5° livello. Questo sottoinquadramento è legale e previsto dalla contrattazione collettiva.
Le Agevolazioni Contributive per gli Apprendisti
Una delle caratteristiche più importanti dell’apprendistato è il costo contributivo ridotto per le aziende, che si traduce indirettamente in un incentivo all’assunzione. Per le aziende con più di 9 dipendenti, l’aliquota contributiva complessiva è del 15,84% (invece del normale 28-32%). Per le micro-aziende con meno di 9 dipendenti, l’aliquota scende addirittura al 5%.
Il contributo a carico dell’apprendista rimane invece pari al 5,84% della retribuzione, anziché il normale 9,19%. Questo si traduce in un netto leggermente più alto rispetto a un contratto ordinario con la stessa retribuzione lorda.
Esempio Pratico: Netto di un Apprendista nel 2026
Settore Commercio – 1° Anno di Apprendistato
Prendiamo un apprendista del settore commercio, destinato al 3° livello, retribuito al 5° livello (circa 1.450 euro lordi mensili su 13 mensilità, RAL ~18.850 euro).
| Voce | Apprendista | Dipendente Ordinario (stesso lordo) |
| Lordo mensile | 1.450 € | 1.450 € |
| INPS lavoratore | 5,84% = 84,68 € | 9,19% = 133,26 € |
| Imponibile IRPEF | 1.365,32 € | 1.316,74 € |
| IRPEF + Add. | ~260 € | ~250 € |
| NETTO STIMATO | ~ 1.105 € | ~ 1.067 € |
Come si vede, grazie ai contributi ridotti, l’apprendista porta a casa circa 38 euro in più al mese rispetto a un dipendente ordinario con la stessa retribuzione lorda.
Progressione della Retribuzione durante l’Apprendistato
La maggior parte dei CCNL prevede un sistema di progressione: al secondo anno il lavoratore sale di un livello (o aumenta la percentuale), e così via. Al termine del periodo di apprendistato (che può durare da 1 a 3 anni a seconda del settore e del CCNL), viene automaticamente confermato nel livello di destinazione con la piena retribuzione.
| Anno Apprendistato | Livello Retributivo | Lordo Mensile Est. | Netto Stimato |
| 1° anno | 5° livello (70%) | 1.450 € | ~ 1.105 € |
| 2° anno | 4° livello (80%) | 1.600 € | ~ 1.215 € |
| 3° anno | 3° livello (90%) | 1.750 € | ~ 1.320 € |
| Dopo conferma | 3° livello (100%) | 1.950 € | ~ 1.465 € |
Tredicesima, Ferie e TFR nell’Apprendistato
L’apprendista ha diritto a tutti gli istituti contrattuali previsti per i lavoratori ordinari: tredicesima (e quattordicesima dove prevista dal CCNL), ferie (minimo 4 settimane l’anno), permessi ROL, malattia e infortuni, TFR. Non ci sono limitazioni rispetto ai colleghi a tempo indeterminato sotto questo profilo.
Conclusione
Il contratto di apprendistato professionalizzante nel 2026 offre una retribuzione netta leggermente più favorevole rispetto ai contratti ordinari grazie ai contributi INPS ridotti al 5,84%. Per un apprendista del commercio al primo anno, il netto mensile si aggira intorno a 1.100-1.200 euro. La retribuzione cresce progressivamente negli anni fino alla piena conferma. È una forma contrattuale conveniente per entrare nel mondo del lavoro con prospettive di stabilizzazione.





