La legge di bilancio 2027 ha iniziato il suo percorso. Il 2 ottobre il Consiglio dei ministri esamina il Documento programmatico di finanza pubblica, il primo passo formale della manovra economica del prossimo anno. I giornali sono pieni di anticipazioni su tagli alle tasse, bonus e nuove agevolazioni, ma e importante dirlo subito con chiarezza: al momento nessuna di queste misure e diventata legge. Sono ipotesi, proposte e indiscrezioni.
In questo articolo raccogliamo le proposte piu rilevanti per chi lavora: la possibile estensione dello scaglione IRPEF al 33% fino a 60.000 euro, la flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio per gli under 35 e l’innalzamento a 100.000 euro della soglia del regime forfettario. Per ciascuna vedremo cosa si discute, a che punto e l’iter e cosa cambierebbe in concreto. Tutti i numeri citati sono stime circolate sulla stampa, non valori ufficiali.
Aggiorneremo questa pagina a ogni passaggio ufficiale del percorso parlamentare, fino al testo definitivo. Il nostro calcolatore dello stipendio netto, intanto, continua a usare le regole attualmente in vigore. Lo adegueremo solo quando le nuove norme saranno pubblicate in Gazzetta Ufficiale, cosi i tuoi calcoli resteranno sempre affidabili.

Il calendario della manovra 2027
Il percorso della legge di bilancio 2027 segue un calendario preciso, scandito da scadenze italiane ed europee. Il 2 ottobre il Consiglio dei ministri esamina il Documento programmatico di finanza pubblica, il Dpfp, che fissa il quadro economico dentro cui costruire la manovra. Il documento viene poi trasmesso alle Camere, anche se la data potrebbe slittare di qualche giorno. Si tratta del primo atto formale, ma non contiene ancora le singole misure fiscali.
Il 15 ottobre scatta la scadenza europea: l’Italia deve inviare alla Commissione il Documento programmatico di bilancio, il Dpb, con gli obiettivi di finanza pubblica e uno schema preliminare della manovra. Entro il 20 ottobre il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare il disegno di legge di bilancio e trasmetterlo al Parlamento, aprendo la sessione di bilancio. Da quel momento iniziano l’esame nelle commissioni, le audizioni e il voto sugli emendamenti.
L’approvazione definitiva deve arrivare entro il 31 dicembre 2026, cosi le misure entreranno in vigore dal primo gennaio 2027. Fino a quel momento, nessuna delle ipotesi di cui si parla puo considerarsi certa. Le indiscrezioni dei giornali descrivono intenzioni e trattative, non norme approvate. Questo articolo raccoglie le proposte piu rilevanti per lavoratori dipendenti, giovani e partite IVA, e sara aggiornato quando il testo ufficiale sara disponibile.
IRPEF: l’aliquota del 33% potrebbe salire fino a 60.000 euro
La misura piu discussa riguarda l’IRPEF e il ceto medio. Oggi il secondo scaglione, tassato al 33%, si ferma a 50.000 euro di reddito: oltre quella soglia scatta l’aliquota del 35%. L’ipotesi sul tavolo e estendere lo scaglione agevolato al 33% fino a 60.000 euro, riducendo il prelievo sui redditi medio-alti.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato che l’intervento e tra le opzioni allo studio, definendo la prossima manovra non conservativa. Secondo le stime circolate, la misura costerebbe circa 3 miliardi di euro e raggiungerebbe una platea di circa un milione di contribuenti.
Per un lavoratore con un reddito intorno ai 60.000 euro, il beneficio stimato si avvicina ai 1.000 euro l’anno, una cifra che si somma agli alleggerimenti gia in vigore. Si tratta di cifre indicative, utili a capire l’ordine di grandezza, ma non ancora scritte in alcuna norma. La coperta delle risorse e corta, e il governo deve tenere il deficit sotto il 3% del PIL nel confronto con Bruxelles.
Questa ipotesi si inserisce in un percorso iniziato negli anni scorsi, con il taglio del cuneo contributivo e la riduzione della seconda aliquota dal 35% al 33%. L’obiettivo dichiarato e restituire potere d’acquisto a dipendenti e professionisti che hanno visto l’inflazione erodere gli stipendi piu di quanto i rinnovi contrattuali riuscissero a compensare. Resta da vedere se le coperture basteranno e se la misura entrera nel testo definitivo di ottobre.
Flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio per gli under 35
La seconda ipotesi riguarda i giovani lavoratori. Il ministro Giorgetti ha proposto una flat tax al 5% sugli aumenti di retribuzione destinati agli under 35, un’imposta secca molto piu leggera delle aliquote ordinarie. L’agevolazione sarebbe collegata alla scelta dell’impresa di riconoscere una maggiore retribuzione, trasformando il vantaggio fiscale in un incentivo per le aziende a investire sui salari.
Non si tratterebbe quindi di uno sconto automatico, ma di un beneficio legato a un aumento effettivo in busta paga. Il contesto aiuta a capire perche il governo guarda ai giovani. Secondo l’osservatorio GenerationShip di Unipol, il 34% dei dipendenti under 35 ha un contratto non standard, contro il 15% degli adulti, e il 44% percepisce meno di 1.500 euro netti al mese.
Solo il 27% supera i 2.000 euro netti, e un giovane su quattro non e economicamente autosufficiente. La retribuzione considerata adeguata si aggira intorno ai 2.000 euro netti mensili, e quasi la meta degli occupati in questa fascia d’eta sta cercando attivamente un nuovo impiego. Anche in questo caso siamo alle proposte, non alla legge.
Mancano il testo normativo, i requisiti precisi per accedere al beneficio e le coperture finanziarie. L’idea e stata rilanciata in piu occasioni pubbliche dal ministro, ma dovra superare l’esame delle risorse disponibili e del confronto parlamentare. Se diventera norma, ne spiegheremo il funzionamento con esempi di calcolo concreti.
Partite IVA: il regime forfettario verso i 100.000 euro
Il terzo dossier caldo riguarda i lavoratori autonomi. Oggi il regime forfettario consente di applicare un’imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attivita, a chi non supera gli 85.000 euro di ricavi o compensi. La soglia era stata alzata da 65.000 a 85.000 euro con la legge di bilancio 2023.
La proposta della Lega, rilanciata per la manovra 2027, punta ora a portare il tetto a 100.000 euro, allargando la platea di professionisti che possono restare nel regime agevolato. Il ministro Giorgetti ha parlato esplicitamente dell’opportunita di elevare ancora il limite, definendo quello attuale piuttosto astruso e ingiustificato.
Il vero ostacolo, pero, e Bruxelles: la direttiva europea 2020/285 ha fissato a 85.000 euro il tetto massimo per il regime di franchigia IVA, e senza una revisione o una negoziazione con l’Unione europea l’aumento resta un percorso difficile. Il governo potrebbe alzare la soglia ai fini delle imposte dirette restando vincolato su quella IVA, un compromesso tutto da costruire.
Va detto con chiarezza che si tratta di una proposta priva di testo normativo. Prima di diventare legge dovra superare l’esame delle coperture, indispensabile per qualsiasi misura che riduce il gettito, e il vaglio europeo. Per chi e gia nel forfettario non cambia nulla nell’immediato, e anche nel 2027 la soglia resta di 85.000 euro finche una norma diversa non sara pubblicata in Gazzetta Ufficiale.
Le altre ipotesi: ecobonus al 65% per la prima casa
Tra le misure allo studio compare anche un ecobonus rafforzato per l’abitazione principale. L’ipotesi prevede di portare al 65% la detrazione per i lavori che riducono il fabbisogno energetico degli edifici, come infissi, isolamento termico e pompe di calore. Sarebbe un incentivo piu generoso rispetto a quelli attuali, pensato per spingere le ristrutturazioni green delle prime case. Anche qui, pero, mancano il testo normativo, il perimetro dei beneficiari e le coperture.
Altri capitoli sul tavolo includono una tassazione ridotta per la tredicesima dei redditi fino a 15.000 euro, con un beneficio stimato tra 200 e 500 euro netti in busta paga, e interventi su straordinari, lavoro notturno e premi di produttivita. Per le famiglie si ragiona su un salvadanaio previdenziale per i nuovi nati e sul rafforzamento del bonus per le madri lavoratrici con almeno due figli. Sono tutti dossier aperti, e solo una parte trovera spazio nel testo definitivo.
Il vincolo dei conti pubblici: perche non tutte le ipotesi diventeranno legge
Dietro ogni ipotesi c’e lo stesso ostacolo: le risorse sono poche. La manovra precedente valeva circa 22 miliardi di euro, e le richieste gia quantificate per il 2027 superano il margine realisticamente utilizzabile. Sanita, pensioni, fisco, lavoro e spese indifferibili assorbono una quota rilevante delle risorse prima ancora di aggiungere nuove agevolazioni. Questo significa che molte delle proposte in circolazione saranno ridimensionate o rinviate.
C’e poi il vincolo europeo. Il governo punta a mantenere il deficit sotto il 3% del PIL e sta trattando con Bruxelles per ottenere flessibilita sui costi legati a difesa ed energia. Ogni misura che riduce il gettito deve trovare una copertura, e la Commissione europea vigila sul percorso di riduzione del debito. E il motivo per cui il ministro Giorgetti insiste sulla sostenibilita dei conti: senza l’ok europeo, diverse ipotesi restano sulla carta.
Per chi legge le notizie fiscali, la lezione e semplice: diffidare dei titoli che presentano le ipotesi come certezze. Fino all’approvazione della legge non si possono considerare acquisiti nuovi bonus, aliquote o soglie. Le indiscrezioni servono a capire le priorita del governo, ma il testo che conta e solo quello pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Cosa cambierebbe in busta paga: due esempi
Proviamo a tradurre le ipotesi in numeri semplici, ricordando che sono solo simulazioni. Prendiamo un dipendente con un reddito di 55.000 euro: oggi la fascia tra 50.000 e 55.000 euro e tassata al 35%. Se lo scaglione al 33% fosse esteso fino a 60.000 euro, quei 5.000 euro pagherebbero 2 punti in meno, con un risparmio di 100 euro l’anno.
Per un reddito di 60.000 euro, il risparmio sulla fascia tra 50.000 e 60.000 euro sarebbe di 200 euro l’anno, a cui si aggiungono gli effetti delle misure gia in vigore. Secondo esempio: un under 35 che riceve un aumento di 2.000 euro lordi l’anno. Con l’aliquota marginale ordinaria del 25%, su quell’aumento pagherebbe 500 euro di IRPEF.
Con la flat tax al 5% ipotizzata, ne pagherebbe solo 100, con un risparmio di 400 euro. Sono conti illustrativi, utili a capire la logica delle proposte, ma finche non c’e una legge i numeri restano sulla carta. Il nostro calcolatore dello stipendio netto continuera a usare le regole vigenti finche il testo ufficiale non sara pubblicato.
Cosa fare adesso
La regola d’oro in questa fase e una sola: non prendere decisioni sulla base delle indiscrezioni. Nessuna delle misure descritte e in vigore, e i testi potrebbero cambiare molto durante l’esame parlamentare. Chi sta valutando un cambio di regime fiscale, un investimento sulla casa o una trattativa sullo stipendio fara bene ad aspettare il testo definitivo. Le ipotesi servono a capire la direzione del governo, non a pianificare il proprio portafoglio.
Il consiglio pratico e seguire il calendario: dopo il via libera al disegno di legge entro il 20 ottobre, il quadro sara piu chiaro, e solo con l’approvazione definitiva entro il 31 dicembre si sapra con certezza cosa cambia dal primo gennaio 2027. Noi aggiorneremo questo articolo a ogni passaggio ufficiale e adegueremo il calcolatore dello stipendio netto non appena le nuove regole saranno legge. Se vuoi restare aggiornato senza inseguire le voci, salva questa pagina tra i preferiti.
Domande frequenti
Quando si sapra con certezza cosa prevede la manovra 2027? Il testo definitivo sara noto solo dopo l’approvazione parlamentare, attesa entro il 31 dicembre 2026. Gia dopo il 20 ottobre, con il disegno di legge trasmesso alle Camere, il quadro sara molto piu chiaro di oggi.
La flat tax al 5% per gli under 35 e gia attiva? No. E una proposta del ministro dell’Economia, senza testo normativo ne coperture. Fino a eventuale approvazione, gli aumenti di stipendio seguono la tassazione ordinaria.
Il tetto del forfettario passera davvero a 100.000 euro? E un’ipotesi politica, non una norma. L’ostacolo principale e la direttiva europea che fissa il limite a 85.000 euro: senza un accordo con Bruxelles, l’aumento e difficile da realizzare.
Devo aggiornare i calcoli del mio stipendio netto? No. Fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale valgono le regole attuali, e il nostro calcolatore resta allineato a quelle. Aggiorneremo tutto quando le nuove norme saranno definitive.





